Il
progetto proposto dallo scrivente, puramente divulgativo, mira alla
conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio fossilifero della Valle
del Crati. Il Crati è uno dei maggiori corsi fluviali calabresi che
scorre in un bacino idrografico dalla forma di “L”, a decorso N-S nel
primo tratto ed E-W nel tratto finale.
Questa
depressione morfo-strutturale è stata soggetta, nel corso dei tempi
geologi, a vari periodi di “inondazione marina” legati a varie fasi di
oscillazioni climatiche e a processi di subsidenza tettonica, tuttora in
atto.
In
particolar modo, durante il Pleistocene inf. e, più nello specifico, nel
Calabriano (piano del Pleistocene inf. così definito per la buona
esposizione dei sedimenti depositati in questo arco temporale nel
territorio Calabrese) il mar Ionio penetrava all’interno del territorio
calabrese formando insenature e golfi a ristretta circolazione idrica
(condizioni di estuario) colmando, centimetro dopo centimetro, la valle
del Crati da sedimenti e d’ “abitanti” che popolavano le nicchie
ecologiche, di acque poco profonde (Bivalvi, Pettinidi, Gasteropodi,
banchi di Cladocora coespitosa
specie di madrepora rinvenuta nei dintorni di Tarsia).
Le
arenarie giallastre che affiorano lungo i pendii scoscesi e che cingono la
depressione del Crati sono, particolarmente, gremiti di fossili;
quest’ultimi costituiscono spiccato interesse tra i paleontofili e sono
testimonianza certa e incontestabile di condizioni paleoclimatiche e/o
paleo ambientali, diverse da quelle attuali.
Il
progetto prevede l’avvicinamento dell’alunno ai processi di
“tanatocenosi” (processi di morte degli organismi) e di preservazione
degli organismi attraverso lezioni teoriche e pratiche che vedranno lo
studio dei fossili dalle fasi di estrazione (attraverso strumenti semplici
come picozze, cazzuole,ecc), descrizione del materiale direttamente sul
campo (utilizzando manuali semplici e ben illustrati per facilitare la
comprensione) alla fase finale di conservazione dei reperti; tutto ciò
porterà, effettivamente, alla sensibilizzazione dell’utente al vero
significato dei fossili (che è quello scientifico) e alla loro tutela in
quanto fonte singolare del patrimonio paleontologico calabrese.